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Produzione e gestione dei rifiuti in Europa

01 MArzo 2018

Nel Rapporto Rifiuti Speciali redatto da Ispra nel 2017 vengono riportati i dati ufficiali relativi alla produzione e gestione dei rifiuti totali (rifiuti prodotti da tutte le attività economiche e rifiuti provenienti da nuclei domestici) nei Paesi membri dell’Unione Europea a 28 stati nell’anno 2014.


In questo rapporto sono state considerate anche due ulteriori livelli di aggregazione dei dati: l’UE 15 (“vecchi Stati membri” ovvero gli Stati entrati nell’Unione prima dell’allargamento a 25 Paesi avvenuto nel 2004, e i “nuovi” Stati Membri (NSM) che comprendono i 13 Paesi di più recente ingresso: Slovenia, Ungheria, Malta, Repubblica Ceca, Slovacchia, Polonia, Lituania, Lettonia, Estonia e Cipro (dal 1° Maggio 2004), Bulgaria e Romani (dal 1° Gennaio 2007) e Croazia (dal 1° Luglio 2013).


La principale fonte analizzata per i dati relativi alla produzione e alla gestione dei rifiuti è l’Eurostat che a seguito di un accordo nel 2005 tra quattro organismi dell’UE (Eurostat, Centro Comune di Ricerca, DG Ambiente della Commissione e Agenzia europea dell’Ambiente) detiene la leadership dell’Environmental Data Centre on Waste (Centro ambientale dei dati di rifiuti), che si pone, tra gli altri obiettivi, quello di rappresentare il principale punto di confluenza per il reporting di dati che gli Stati membri devono fornire sull’attuazione della normativa UE sui rifiuti.


Nel 2014 nell’UE 28 sono prodotti circa 2,5 miliardi di tonnellate di rifiuti, di cui il 96,2% non pericolosi (pari a circa 2,4% miliardi di tonnellate) e il 3,8% pericolosi (pari a circa 95 milioni di tonnellate). La ripartizione percentuale tra pericolosi e non pericolosi è molto simile anche nell’UE 15 (96,4% non pericolosi e 3,6% pericolosi) e nei NSM (95,6% non pericolosi e 4,4% pericolosi). I rifiuti urbani prodotti in UE 28 nel 2014 sono stimati in circa 242,4 milioni di tonnellate, pari al 9,7% dei rifiuti totali. In UE 15 la produzione di rifiuti si attesta a quasi 1,9 miliardi di tonnellate (di cui circa 67,2 miliardi di tonnellate sono rifiuti pericolosi), mentre nei nuovi Stati membri si registra una produzione di quasi 626 milioni di tonnellate (di cui circa 27,8 milioni di tonnellate sono pericolosi). La produzione dell’UE 15 rappresenta il 75% del totale UE 28, mentre il restante 25% è prodotto nei NSM. Dalla tabella si evince che il maggior produttore di rifiuti è la Germania, con 387,5 milioni di tonnellate, seguita dalla Francia (324,5 milioni di tonnellate) e dal Regno Unito (251 milioni di tonnellate). Elevati quantitativi (maggiori di 100 milioni di tonnellate) si registrano anche in Bulgaria in (179,7 milioni di tonnellate), Polonia (179 milioni di tonnellate), Romania (175,6 milioni di tonnellate), Svezia (167 milioni di tonnellate), Italia (oltre 159 milioni di tonnellate), Paesi Bassi (133,2 milioni di tonnellate) e Spagna (110,5 milioni di tonnellate).


Il 40,7% dei rifiuti totali gestiti nei 28 Stati membri nel 2014 è smaltito in discarica, il 6,7% è avviato a trattamento in ambiente terrestre/scarico in ambiente idrico, l’1,5% è incenerito, mentre il 4,7% e il 46,4% sono avviati, rispettivamente, a recupero energetico e ad altre forme di recupero diverse da quello energetico (recupero di materia incluso il backfilling).

Con riferimento allo smaltimento in discarica, si passa da percentuali inferiori al 10% nei Paesi Bassi (2,9%), in Belgio (8,2%) e in Slovenia (9,2%) al 97,6% in Bulgaria. Lo smaltimento in discarica si attesta a percentuali relativamente contenute (inferiori al 20%) a Malta (15%), in Italia (16%), Repubblica Ceca (17,2%) e Germania (19,2%). All’estremo opposto, oltre che in Bulgaria, percentuali molto elevate di smaltimento in discarica (maggiori del 60%) si registrano in Estonia (65,6%), in Lituania (67,3%), in Finlandia (80,5%), in Grecia (86%) e in Romania (92,7%).


Da questi dati emerge una netta differenza tra i vecchi Stati membri, nei quali lo smaltimento in discarica si attesta in media al 31,3% dei rifiuti trattati, e i nuovi Stati, nei quali la percentuale media di smaltimento in discarica è pari al 67,1% del totale gestito.


Una situazione opposta si registra in riferimento alle forme di gestione più “virtuose”, rappresentate dal recupero di materia compreso il backfilling, che si attestano al 30,2% nei Paesi di recente adesione all’ UE e al 52,2% nell’UE 15, a fronte di una media UE 28 del 46,4%. In particolare, le percentuali di recupero di materia (incluso di backfilling) vanno dal 2% in Bulgaria all’85,3% in Slovenia.

Merita evidenziare come l’Italia, attestandosi al 77,2% di recupero di materia, faccia registrare la migliore prestazione tra i Paesi dell’UE 15, seguita dal Belgio al 73,9%, dalla Germania al 68% e dalla Francia al 64,2%. I restanti paesi dell’UE 15 avviano a recupero di materia percentuali di rifiuti trattati inferiori al 60%.

Per quanto riguarda l’incenerimento si rileva che ben 17 Stati mostrano una percentuale inferiore allo 0,5% (Lussemburgo, Estonia, Croazia, Cipro, Spagna, Bulgaria, Lettonia, Danimarca, Grecia, Romania, Lituania, Svezia, Irlanda, Austria, Polonia, Malta e Repubblica Ceca). Con riferimento ai restanti 11 stati, si passa dallo 0,5% in Finlandia al 10% in Portogallo. Tra i Paesi più popolosi e industrializzati, si segnalano l’Italia, con una percentuale di ricorso all’incenerimento pari al 5,2%, il Regno Unito (3,6%), la Germania (2,3%) e la Francia (2%).


Per quanto riguarda il recupero energetico, solo i paesi dell’UE 15 si collocano sopra il 10%. La Danimarca è, infatti, seguita dal Belgio (13,6%) e dalla Germania (10,5%). Tra i nuovi Stati membri le maggiori percentuali di recupero energetico si registrano in Ungheria (8,9%) e in Lettonia (8,7%). L’Italia avvia a recupero energetico l’1,6% dei rifiuti trattati.


Scritto da Sara Falsini

Estratto dal Rapporto Rifiuti Speciali 2017.



Photo by Gary Chan on Unsplash

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