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Troppi rifiuti prodotti in Toscana!

01 Agosto 2018

Nel 2016, la quantità di rifiuti differenziati pro capite è aumentata sensibilmente rispetto al 2015; questo è sicuramente un segnale positivo che mette in evidenza un incremento della volontà da parte di tutti noi toscani di differenziare, con l’obiettivo di avviare il maggior quantitativo di rifiuti al riciclo. Questo rappresenta un risultato importante soprattutto in alcune province dove gli abbondanti flussi turistici possono complicare notevolmente la differenziazione dei rifiuti.


Nonostante ciò, nel complesso in Toscana si registra un aumento della quantità di RU totali prodotti, questo significa che dovremmo cercare di fare di più per ridurli, ma come?


Si dovrebbe partire dai RU indifferenziati per cui è imperativo: dobbiamo impegnarci seriamente! Noi consumatori in primis ci dovremmo impegnare a ridurre il quantitativo prodotto, obbligandoci a differenziare maggiormente.  Anche se molto si potrebbe fare anche a livello legislativo, per esempio escludendo dai rifiuti indifferenziati certe categorie di rifiuti, che invece si potrebbero conferire nella raccolta differenziata. Molti oggetti pur essendo in plastica (come per esempio i giocattoli) ma non appartenendo alla categoria “packaging”, devono essere smaltiti come rifiuti indifferenziati invece che conferire nel multimateriale.  Se questi rifiuti venissero inclusi tra i RU differenziati si ridurrebbe notevolmente la quantità di indifferenziato, che invece potrebbe essere avviato al riciclo, invece che essere stoccato in discariche o peggio ancora inceneriti. Un’altra strada da seguire potrebbe essere quella di applicare degli incentivi per ridurre il quantitativo di RU indifferenziati prodotti. In alcuni comuni della Toscana questo avviene già, come per esempio nella provincia di Firenze, dove se viene prodotto meno di un certo quantitativo all’anno di RU indifferenziati, viene applicato uno sconto sulla tassa da pagare.


Anche gli sprechi alimentari si potrebbero sicuramente ridurre. Infatti “in Toscana, secondoelaborazioni di Federdistribuzione, si può stimare che lo spreco alimentare siapari a circa 388 mila tonnellate, per il 45% attribuite alle famiglie e larestante parte agli operatori economici, con l’agricoltura responsabile per il34%, il 14% a carico della distribuzione, il 5% da attribuire alla ristorazionee il 2% all’industria”. Proprio per questo motivo la Regione Toscana ha presentato il 28 Giugno 2018, il Life Food Waste Standup, “il primo progetto di filiera finalizzato alla lotta allo spreco e all’aumento delle donazioni alimentari a enti caritativi e persone bisognose”. 


Rimane comunque il multimateriale per cui il solo riciclo, a questo punto non è sufficiente. Davvero troppa plastica sta invadendo il nostro pianeta! A questo punto si dovrebbe cercare di evitarne la produzione, preferendo cibi freschi a quelli monoporzione oppure quelli per cui viene impiegato un eccessivo quantitativo di packaging.


Secondo i dati raccolti dall’ ARRR (Agenzia RegionaleRecupero Risorse SpA), nel 2016 sono stati prodotti in Toscana complessivamente 2.308.096 tonnellate di rifiuti urbani che comprendono sia quelli differenziati che indifferenziati. Rispetto al 2015, in Toscana la produzione di rifiuti urbani è aumentata di 61 mila tonnellate rispetto al 2014. In particolar modo i rifiuti differenziati salgono a 1.176.845 tonnellate con una percentuale di raccolta differenziata che raggiunge il 50,99%, in aumento rispetto al 2015 dove la percentuale equivale al 46,09%. Aumenta anche la produzione di RU totali pro capite al giorno da 1,64 kg nel 2015 al 1,69 nel 2016.


“La Toscana nel suo complesso, dodicesima regione in Italia da questo punto di vista, viaggia attorno al 51 per cento, superata da nord Italia, Emilia Romagna ma anche Marche, Umbria, Abruzzo, Sardegna e Campania. Il più virtuoso è il Veneto, conuna media del 72,9 per cento.” 

Dai dati ARRR emerge, inoltre, come la produzione pro capite di rifiuti oscilli tra 893 kg nella provincia di Livorno, a 411 kg pro capite nella provincia di Massa-Carrara (vedi Tabella n°1).


Tabella n°1: Quantità di RU ind pro capite, RD pro capite e RU totale pro capite riportati per ciascuna delle province della Toscana.

PR

RU ind pro capite  [kg]

RD pro capite  [kg]

RU totale [kg]

Arezzo

365

203

568

Firenze

224

337

561

Grosseto

431

181

612

Livorno

501

393

893

Lucca

228

306

534

Massa-Carrara

165

246

411

Pisa

295

278

573

Pistoia

207

397

604

Prato

327

250

577

Siena

383

261

644

Rispetto al 2016 la produzione di RU pro capite nella provincia di Massa-Carrara risulta ridotta rispetto al 2015 passando da 506 kg pro capite a 411 kg. Una riduzione nella produzione di RU pro capite si rileva anche nella provincia di Firenze e  in quella di Grosseto (Tabella n°2).


Tabella n°2: Quantità di RU totale pro capite riportati per ciascuna delle province della Toscana nell’anno 2015 e 2016.

2015

2016

PR

RU totale pro capite [kg]

RU totale pro capite [kg]

Arezzo

550

568

Firenze

599

561

Grosseto

649

612

Livorno

853

893

Lucca

526

534

Massa-Carrara

506

411

Pisa

549

573

Pistoia

553

604

Prato

559

577

Siena

630

644

 

Diminuisce in tutte le provincie delle Toscana la produzione di RU indifferenziati pro-capite, in particolar modo nella provincia di Massa Carrara dove la quantità di RU indifferenziati è pressoché dimezzata rispetto al 2016. 

Invece la quantità di RU differenziati pro capite è aumentata nel 2016 in tutte le provincie ad eccezione della provincia di Firenze dove è leggermente diminuita passando da 339 kg pro capite nel 2015 a 337 kg pro capite nel 2016.



Scritto da Sara Falsini


L'immagine di copertina è di Shutterstock

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